Sono in attesa di chi vuole condividere il suo racconto dell'esperienza avuta con me durante la meravigliosa esperienza della maternità. La mia bambina è nata il 1. dicembre 2013. Ho contattato Giusy qualche mese prima. Allora ero molto timorosa e insicura, e non sapevo cosa aspettarmi dal parto. I racconti delle mie amiche non erano incoraggianti ed io non osavo "tirar fuori" i miei sentimenti e le mie paure, finché un giorno ho conosciuto Giusy che si è subito dimostrata disponibile ad ascoltarmi. A volte ero un fiume in piena di parole che avrebbe potuto travolgerla. Lei ascoltava, mi consolava, mi aiutava a trovare in me le risposte .
Quante domande, quanti pianti (saranno stati gli ormoni) e anche qualche sana risata. Poi è arrivato il momento della nascita di Sara, nel frattempo mi ero trasferita a vivere in Italia, e Giusy non ha potuto seguirmi, ma le sue parole, la fiducia che aveva posto in me, il farmi scoprire il valore e il potenziale delle mie capacità, mi hanno permesso di avere un parto sereno con accanto il mio compagno vigile e pieno di premure verso me e la mia bambina. Chiaramente ai primi avvisi del travaglio l'ho chiamata telefonicamente. Volevo che mi seguisse tramite skype, ma si mise a ridere bonariamente e mi disse che " non voleva intercedere nella mia intimità" soprattutto tramite mezzi così elettronici. Mi disse di ascoltarmi, di farmi coccolare da Stefano, di fare una bella passeggiata e soprattutto di vivere lo splendido momento che mi stava capitando. Aveva ragione. Era tardo pomeriggio e il sole colorava il cielo di un arancione speciale. Mi lasciai avvolgere da quel colore e camminai lungo un viale di cipressi vicino casa mia. Ogni tanto mi fermavo e ascoltavo ciò che avveniva nel mio corpo. Poi volli tornare a casa. Stefano sempre vicino a me. All'inizio parlava, parlava, ma dopo un poco, vedendo che io ero tranquilla, anche lui stette in silenzio. Il sacro silenzio.
A casa feci un bagno e sentii Stefano parlare ancora con Giusy per telefono. Ma per me era tutto lontano. Purtroppo non avevo programmato il parto in casa, da troppo poco tempo ero tornata in Italia, ma andai in un ospedale ,che avevo già contattato, all'ultimo minuto. Ancora un po' e Sara nasceva in auto. Non ebbero tempo per tutte le procedure, comunque furono abbastanza rispettosi. Sara nacque 40 minuti dopo che arrivammo in ospedale. Restò con me subito dopo la nascita e si attaccò bene al seno.
Devo dire che mi venne in aiuto la lettera dove avevo scritto tutti i miei desideri per un parto naturale e Stefano che prontamente mi proteggeva, fu il mio cavaliere. La prima ad essere informata della nascita della mia meravigliosa creatura è stata, senza neanche dirlo, Giusy, che anche nell'immediato tempo dopo mi è stata d'appoggio nel delicato momento dell'allattamento.
Senza di lei la mia storia con Sara sarebbe partita diversamente a causa delle mie paure iniziali. Ancora oggi la sento regolarmente e le sono grata per quella che oggi è divenuta un'amicizia. Giovanna con Sara

 

Ho incontrato Giusy che ero al settimo mese , ci siamo incontrate a volte a casa per capire e pianificare come mi sarebbe piaciuto proseguisse la gravidanza e il parto; altre volte per andare dal ginecologo ed avere un sostegno quando mio marito non ne ha avuto la possibilità; altre ancora per mangiare una torta in compagnia e raccontare quelle cose che si vivono in gravidanza ; l' ascolto di una poesia. Il giorno in cui è' nata la mia bambina è stato faticoso ma sono serena perché so di aver dato tutta me stessa. Ho avuto le primissime avvisaglie del parto nel buio della notte, quindi assonnata e senza la borsa pronta, ho letto il volantino dell'ospedale e ho chiamato Giusy. Ricordo che l'odore di ospedale l'ho sentito molto impregnante e irritante al ché sono passata per l'accettazione ; Giusy, mio marito ed io ci siamo ritrovati e tutto andava per il meglio. Il travaglio era cominciato. Sono stata agevolata molto dallo staff medico che mi ha accostata nel ritmo del travaglio, e con Giusy sono rimasta focalizzata sulle esigenze di quel momento, non sempre in linea con quello che mi veniva proposto. Ho potuto fare una passeggiata che mi ha permesso di entrare ancora meglio nell'ascolto con la mia bambina. Sulle basi di una fiducia in Giusy e mio marito, siamo rientrate e così sono cominciate anche le contrazioni. A me ricevere un massaggio è piaciuto molto ho trovato il contatto con le mani un buon invito a continuare, quindi mi sono ricordata di avere una voce e di cantare delle vocali. Questo l' avevo esercitato nello yoga, in gravidanza . Giusy ha avuto un ottimo tatto e mi ha coccolata e mi è stata vicino in tutti i modi anche aggiustandomi i capelli con una treccia, è stata una dolce conferma che stava andando tutto bene. Potevo continuare... Quindi dopo le tre decisive spinte è nata Amanda. È entrata nel mondo con un buffo starnuto poi l'hanno subito adagiata sul mio petto. Stupendo!! Questi sono modi che la mia doula ha attuato per rendere il travaglio e il parto l'Esperienza unica. Anche mio marito mi è stato vicino e abbiamo avuto il nostro spazio, anzi trovo siano loro stati molto collaborativi. Ti ringraziamo e t'auguriamo tante felici nuove esperienze Marisa con Amanda
Inizialmente non conoscevo la figura della Doula, perché mia moglie l' ha tenuta nascosta, non me ne ha parlato esplicitamente (forse perché non riteneva ancora opportuno presentarmela). Al momento delle prime avvisaglie del parto ero pronto a tutto, al ché mi sono reso conto della presenza di questa persona . Mi è piaciuta dal primo momento, mi ha trasmesso un senso di sicurezza immediato e nel tumulto dell'avvento di mia figlia La Fiducia era alla base. Ricordo d'aver prima provato Confusione, poi il tracciato si è chiarificato, Durante il travaglio non mi sono sentito solo anche quando ero solo, non impassibile ma impotente, senza niente da fare , per me fisicamente incomprensibile, ma invitato da parte di mia moglie a capire le sue voglie , che prontamente venivano tradotte dalla Doula . Personalmente come padre non sono stato davanti, non so come ma ho potuto sostenerla meglio non standole davanti . Stare vicino alla donna confortarla è importante . La Doula riesce a trasmetterti il ruolo che è quello di confortare ,incoraggiare ,aiutare la donna e così anche tua figlia. Grazie !! Luca

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Giusy Crameri